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Deny Nuvolin

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Strati di sana pazzia

May 18

Chi e cosa

Abbiamo perso il filo, il segnalino del nostro libro s' è nascosto tra le pagine e noi non sappiamo più a che punto siamo nella nostra storia.

Viviamo in bilico tra l'oggi e il " non so quando", crediamo di essere padroni del nostro tempo ma siamo i reduci di un passato che ci toglie attimi di vita senza regalarci i sogni per domani,

così rimbalziamo come palline pazze in cerca di sosta e stabilità, in una danza fuori controllo nell'illusione del nostro rassicurante senso di concretezza.

Chi ci insegna ? Chi e' veramente maestro e chi l'allievo, e poi,  cosa ci insegnano ?

Allievi siamo delle materie più intriganti ed ostili alla nostra mente, che però diremo  pursempre, sono la base per il nostro futuro e per il successo.

Ma chi ci insegna la vita ? Conoscete forse un laureato in vita , un diplomato in senso del vivere, difficile a trovarli, impossibile riconoscerli.

Impariamo tutti a far di conto, noi mediamente dotti nel coreografare i discorsi in modo forbito, incastonando  parole eleganti e colorite che ci danno quel tocco di saccenza e predisposizione al dialogo.

Ma chi ci insegna a vivere, dove sono questi " professori " , quelli che devono insegnare che " oggi non sarà mai più domani ", in questa frase un pò banale all'apparenza e dalla grammatica elementare, dove sono quelli che numerando il tempo che passa  ci insegnano  che,  ieri , rispetto ad oggi, non è più uno,  ma meno uno, in un  calcolo algebrico della vita che ha come risultato finale zero.... per tutti.

  

 

April 16

Il titolo a vostro piacere

Come migratori arrivano quasi insieme,
lo stesso tempo,
lo stesso sguardo,
ne paura ne sconforto,
solamente vuoto.
 
Forse il vuoto è della solitudine,
quello nel quale precipitiamo,
noi,
inesorabilmente,
un baratro vuoto di certezze,
nel dubbio del domani,
appesi al coraggio.
 
Appesi , la sottile linea rossa scende,
lenta dentro,
assorti nel pensiero unico,
osservano,
quella speranza cromaticamente diversa,
infuso di salvezza e dolore .
 
Poi s'alzano,
gli sguardi prendono il tempo alla vita,
il pensiero sempre li,
nascosto, 
tornano dal vuoto,
di coraggio sorridono,
di forza continuano .
 
February 16

...Poesie di sana pazzia...

Non chiedetevi perchè le devo riscrivere.....fidatevi e' questione di demenza senile galoppante !
 
POSA LA TESTA
 
Posala sulla mia spalla.
Mi splendo di luce al tuo sospiro.
E rami in fiore diventano i tuoi capelli,
petali le tue carezze.
Rosa.Taci un istante,
che basti per renderti eternamente mia.
Taci un istante,
che basti per sempre.
 
 
SENZA TITOLO
 
Sospiro, l'aria di neve.
Passa dalla finestra a pungermi.
Fino in fondo.
Il tuo dolce fiore si apre in gocce di rugiada.
Infreddolito, mi sento, bene, mi sento di nuovo bene,
I tuoi occhi diventano grandi, diventano tutto.
Vorrei poter aprire il mio fiore. Ridere per sempre.
Ma le rotaie che mi passano in testa fan sfiorire i petali.
Così ,mi sento bene, mi sento di nuovo bene.
I tuoi occhi soltanto. I tuoi occhi soltanto.
 
 
 
 
 
January 28

Si viaggiare....

... Mi son alzato, mi son vestito , e sono uscito solo per la strada ....
la radio passa The Millionaire Waltz
sto guidando nella notte
per una strada di montagna
in cerca di calma
di un pò di quella razionalità che nella notte trascorsa nel letto lascia il posto ai pensieri.
Viaggio tra i pensieri e le immagini
cercando di eludere i primi
confortandomi con la vista di quest'inverno verticalmente bianco.
Muri di neve più alta di quanto mai visto in vita mia
nel buio della notte bucato solo dai miei fari,
scatto qualche foto , un pò di cronaca,
la neve pulisce l'aria ,
spiana il paesaggio,
Freddie mi canta You take my breth away
e come neve calma il mio animo.
 
 
 
January 21

Patetico..

E mi chiedi cosa faccio ancora qua.
 
Cosa me lo chiedi a fare,
dovresti saperlo,
qui c'e' la mia storia
c'e' la mia vita
qui c'e' il mio futuro
i miei sogni
le mie speranze.
 
Cosa faccio qua,
faccio che mi illudo guardando un progetto,
alla ricerca della speranza,
consapevole dell'inutile resistenza alla realtà,
faccio che non tollero la resa,
la sconfitta,
il gettar la spugna non mi appartiene.
 
Qua, convivo con me stesso,
il domani e' lontano e non lo considero
mi aggrappo all'oggi per esserci ancora fin che posso.
 
Cosa faro' non lo so
ma so cosa faccio qua.
 
 
 
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